Subis

LA DIDATTICA

Prima Lezione (attrezzatura base)

La scelta dell'attrezzatura subacquea è molto importante e deve essere effettuata con molta cura: con a nostra disposizione attrezzature funzionali, riusciremo sempre ad immergerci in tutta sicurezza. Per la scelta affidiamoci quindi a chi è più esperto di noi; vediamo quindi come è composta.


La maschera

La maschera subacquea è uno strumento composto da una parte in gomma o silicone e una parte trasparente, in vetro o plexiglass, che permette l'annullamento del fenomeno di rifrazione e quindi di messa a fuoco dietro la retina che determina la visione sfuocata che si ha immergendosi sott'acqua senza l'ausilio di mezzi di correzione. Nonostante l'utilizzo della maschera la visione subacquea presenta comunque alcuni difetti dei quali è necessario tenere conto nell'immersione:
1. il campo visivo è limitato;
2. la percezione delle distanze, sia orizzontali sia verticali, è distorta;
3. la percezione delle dimensioni è distorta facendo apparire tutto più grande di circa il 30%;
4. la percezione dei movimenti e della velocità degli oggetti è distorta;
5. i colori, con l'aumentare della profondità, sono sempre più distorti;
6. le immagini vengono messe a fuoco con scarso contrasto e quindi la percezione dei dettagli è minore.

Per evitare infiltrazioni d'acqua bisogna far attenzione che tra il bordo della maschera ed il viso non vi siano corpi estranei (capelli, muta)

Uno degli errori più comuni consiste nello stringere troppo il cinghiolo: questo non assicura una miglior tenuta poichè questa è garantita dalla pressione dell'acqua!

Ricordiamo sempre di compensarla durante la discesa immettendo una piccola quantità d'aria dal naso.


Lo snorkel

Consiste normalmente in un tubo di circa 30 centimetri di lunghezza, piegato a forma di J, con un'imboccatura confortevole e costruito in gomma e plastica. È utilizzato tipicamente durante le immersioni in apnea e lo snorkeling per poter osservare agevolmente il fondo marino.

Il modello più comune di aeratore consiste in un semplice tubo cavo che si riempie d'acqua durante l'immersione; al momento dell'emersione sarà cura dell'apneista espellerla dal tubo tramite una brusca espirazione nell'imboccatura. Alcuni modelli hanno una valvola sulla parte inferiore dell'imboccatura che permette la fuoriuscita di una piccola quantità d'acqua verso il basso al momento dell'espirazione, non permettendo però il riflusso di questa al momento dell'inspirazione. Altri modelli ancora hanno una valvola a galleggiante sulla cima del tubo che evita il riempirsi dello stesso al momento dell'immersione.

La lunghezza massima del tubo è di circa 50 centimetri; questo per via del fatto che un tubo maggiore posizionerebbe i polmoni ad una pressione più bassa rispetto a quella dell'imboccatura del tubo, non permettendo la respirazione se non in modo molto faticoso.


 

Le pinne

Le pinne sono delle calzature usate dai subacquei per muoversi più efficacemente sott'acqua. Sono in genere di plastica o gomma, ma i modelli più recenti sono realizzati in materiali sintetici sempre più sofisticati, ad esempio la fibra di carbonio. Si tratta di una calzatura sulla cui estremità anteriore è fissata una superficie piatta (pala) di opportuna lunghezza ed elasticità, in genere di spessore assai sottile e sostenuta da nervature laterali. In alcuni modelli ormai di descrescente diffusione, la pala presentava un'apertura ortogonale alla direzione di marcia, per consentire un certo passaggio di acqua durante la pinnata (o palata).

Le pinne incrementano la forza di spinta del piede maggiorando la superficie acquea sulla quale imprimere la spinta per ciascun passo. Accessoriamente, la conformazione della pinna e l'elasticità del materiale, contribuiscono a distribuire in modo ottimale l'azione muscolare sull'acqua per il massimo rendimento della pinnata. Un differenza di rilievo è data dal tipo di scarpetta (la parte che ricopre il piede): può essere chiusa al tallone, oppure con tallone libero e fissabile con un cinghiolo regolabile a fibbia. Quest'ultimo tipo è preferito dai subacquei che effettuano immersioni in condizioni climatiche differenziate, potendo usare lo stesso accessorio con o senza calzari.

La ricerca tecnologica studia attualmente l'ottimizzazione dell'idrodinamica, la riduzione dei vortici e degli eventuali svantaggi da effetto Venturi, la riduzione degli attriti (attraverso lo studio di nuovi materiali).


La zavorra

La zavorra serve per controbilanciare la spinta positiva della muta, ed è solitamente costituita da una cintura, fermata con un dispositivo che ne permette lo sganciamento rapido, alla quale sono agganciati degli elementi metallici mobili (talvolta rivestiti di gomma, plastica o silicone) di peso variabile (1 kg o 1/2 kg). Nella cintura semplice bisogna inserire i piombi facendo passare gli stessi tra le asole, mentre quella a tasche è di più facile utilizzo: basta solo inserire i piombi tradizionali (o i sacchetti di pallini di piombo) nelle tasche apposite. Il numero di pesi varia a seconda delle caratteristiche del subacqueo, del tipo di muta e dell'acqua in cui ci si immerge (salata o dolce). Il piombo ha un lato sagomato, in modo da aderire perfettamente al corpo, mentre montato al contrario potrebbe provocare lividi.

È importante inoltre una corretta pesata, troppi pesi renderanno il sub molto negativo cosi questi faticherà di più negli spostamenti. Viceversa, pochi pesi renderanno il sub positivo risciando così, durante la risalita, una pallonata.

Zavorramento corretto:

Si ha quando indossata tutta l'attrezzatura, con GAV sgonfio, in posizione verticale ed immobile, a polmoni pieni il sub galleggia con l'acqua sotto il livello degli occhi, ed espirando affonda lentamente.


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